Le caramelle magiche
- clara sorce

- 16 gen 2024
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 2 lug 2024
di Clara Sorce
Io gioco solo
Quante volte da bambini avete pensato di non essere amati e di essere soli al mondo, tanto da dichiarare che stare da soli, e consequenzialmente giocare in solitudine sia la soluzione migliore.
Se si osserva nel quotidiano il mondo infantile spesso ciò accade, e le motivazioni che bambini e bambine danno sono le più varie. Ma la motivazione è radicata nella profondità di quei piccoli che poi da adulti muta in una solitudine profonda.
La frase posta all’inizio di queste righe è tratta da un albo straordinario, non è solo per la sapiente costruzione delle immagini, che tra qualche istante vi racconterò nel dettaglio, lo è perché tutta la sua idea progettuale si basa su un focus chiaro: quello di rivolgersi al bambino lettore.
L’albo in questione è il pluripremiato Le caramelle magiche di Heena Baek, con la traduzione di Dalila Immacolata Bruno, edito da Terre di Mezzo.

L’albo vincitore dell’Astrid Lindgren Memorial Award nel 2020 e del Premio Andersen 2023 come Miglior albo Illustrato, è un albo che narra la difficoltà di stabilire un contatto reale e profondo con l’altro, una storia che incanta con immediatezza e profondità, umorismo e dolcezza.
Prima di cominciare a raccontarvi di quest’albo meraviglioso voglio condividervi quali sono state le motivazioni della vittoria del Premio Andersen 2023.
Per una narrazione fantastica a misura di bambino, che sa divertire e commuovere, e dove la magia diventa occasione per interrogarsi sulle parole che ci scambiamo ogni giorno, sulle relazioni con chi ci sta accanto, con chi non c’è più, con chi ancora non abbiamo incontrato. Per l’originalità delle immagini, veri e propri mondi costruiti dall’autrice per immergere il lettore in un racconto d’amicizia, incanto e coraggio.
La Heena Baek cala i suoi lettori nel mondo dei bambini. Con uno sguardo fanciullo l’autrice costruisce un mondo reale che ad un tratto diviene fantastico, non è forse ciò che accade quotidianamente nella vita dei bambini? Loro sono capaci di entrare in più “dimensioni temporali”; quello del gioco, della fantasia, della spiegazione del mondo e delle sue complessità attraverso le storie ed il fantastico. Questo è racchiuso in Le caramelle magiche.
La narrazione comincia dal frontespizio con quella piccola ma forte frase sopra citata. È una frase forte perché implica uno stato d’animo particolarmente triste e solitario. Voltiamo pagina e troviamo la visione di un parco, accennato già dalla risguarda, con un bambino all’ombra di un albero che gioca da solo con le sue biglie. È il piccolo Dong-Dong.
Gli altri bambini non lo invitano mai a giocare, loro fanno altri giochi considerando le biglie noiose mentre Dong-Dong le adora, è per questo motivo che ha deciso di giocare da solo. Ma la solitudine di Dong-Dong è più profonda, il bambino, infatti, crede di non poter instaurare delle relazioni e consequenzialmente crede di non essere amato. La svolta avverrà grazie ad un pacco di caramelle dalle dimensioni e colori differenti.
Quelle sono caramelle speciali. Sono deliziose!
Sentendosi dire queste parole Dong-Dong acquista le caramelle ma non avrebbe mai immaginato che queste avessero potuto avere un potere magico: fanno parlare oggetti, animali e persone.
La prima caramella ha una texture a lui familiare, la ingerisce ed improvvisamente si sente chiamare. Il primo a prendere la parola è il divano, che protesta e si lamenta, strappandoci una risata mentre le parole invadono la pagina; poi è il turno del cane col quale ha problemi di comunicazione. Il bambino crede che il piccolo cagnolino non voglia giocare con lui perché crede di non piacergli, l’animale al contrario di quello che pensa il bambino gli vuole bene è solo la vecchiaia che gli impedisce di stare al passo con le energie del bambino, ad impedirgli di giocare come vorrebbe.
Cosi assistiamo ad un momento tenero in cui i non detti hanno portato a dei disguidi comunicativi. In questi primi incontri l’umorismo si mescola alla commozione davanti a scoperte inattese. Ma la parte che emoziona di più è la scoperta dei pensieri del padre.
Dong-Dong crede di non essere amato dal padre, ma tutto cambia quando riesce a condividere i pensieri, e finalmente può sentire e comprendere l’altro. È emozionante vedere come i pensieri del bambino si riempiono di parole su parole, domande su domande che il padre carica su di lui appena tornato a casa. Solo parole e domande pratiche, nessuna parole dolce. Dong-Dong è arrabbiato e frustrato dalla situazione cosi mangia la caramella più brutta del pacco. Una volta ingerita sentirà una voce
Ti vo… ti vo… ti voglio bene
Un’infinità di ti voglio bene, perché dietro a ogni domanda come per esempio “hai fatto i compiti?" O indicazioni come “lavati i denti prima di andare a dormire” c’è un profondo amore. Così si suggella quell’amore profondo in un silenzioso ma potente abbraccio.
Le ultime caramelle rimaste nel sacchetto spingono il bambino a tornare nel parco, al punto di partenza, per un ultimo incontro. La cura che Heena Baek riserva alla composizione della pagina, alla costruzione dei suoi personaggi e delle ambientazioni, rifacendosi alla tecnica dello stop-motion, non distrae in alcun modo dalla scrittura. L’artista usa sapientemente le tecniche scultoree e d’animazione. Quasi tutti i libri dell’autrice nascono da sculture e scenografie tridimensionali, realizzate a mano e fotografate da lei stessa, con grande attenzione alle luci e alle inquadrature. Le caramelle magiche è una narrazione fantastica a misura di bambino che mette in risalto l’importanza delle relazioni. Soprattutto le parole dette e non dette nelle relazioni umane.
Le caramelle magiche
Autrice: Heena Baek
Casa editrice: Terre di mezzo
Età consigliata: dai sei anni in su
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