Che cos’è il tempo?
- clara sorce

- 1 lug
- Tempo di lettura: 3 min
di Clara Sorce
Ci sono libri, albi illustrati e fumetti che mi colpiscono fin dalla loro copertina non soltanto perché accattivanti, evocativi, enigmatiche, o perché hanno quel cosiddetto effetto calamita che li rende irresistibili, per me spesso le copertine, come le risgurde, risuonano in modo differente perché scavano nel mio stato immaginativo, profondo, risuonando come il sasso Rodianiano che desta ricordi, sensazioni, emozioni. Per me alcune copertine, spesso, attivano echi di opere d’arte moderne e contemporanee. Recentemente ho provato questa sensazione con la copertina dell’albo Che cos’è il tempo? di Julie Morstad edito da Terre di Mezzo. L’autrice l’ho amata con il suo precedente albo Ogni viso è una poesia, sempre edito da Terre di Mezzo, ma qui per il suo secondo titolo le emozioni prodotte sono varie. Quando acquistai l’albo mi trovavo con mia madre in libreria per le nostre solite incursioni esplorative. In quelle occasioni esploriamo pezzo per pezzo la libreria, con un tempo lento tutto nostro, per trovare quei libri che hanno lo stesso effetto delle madeleine di Proust.
Quel pomeriggio lei mi mostrò Che cos’è il tempo?, riconoscendo il segno della Morstad, in quell’istante la copertina mi “parla”. Illustrata in copertina una sequenza in movimento creata con delicate venature in sovrapposizione rispecchia nei miei occhi un’opera che al suo primo incontro è stato folgorante come per l’albo della Morstad: Il nudo che scende le scale di Marcel Duchamp (1912). Esposto per la prima volta all’Armory Show di New York Il nudo che scende le scale rompe non soltanto con la tradizione ma supera lo spazio e il tempo. Per la prima volta un quadro superava la sua fissità, un tempo fermo e immobile, in favore della dinamicità, un segno irriverente che porta il suo fruitore ad una profonda riflessione sull’importanza che ha il tempo.
Come Duchamp Julie Morstad usa il registro dell’arte per far approcciare i piccoli lettori al tempo in modo poetico, filosofico, critico, che porta il lettore ad una consapevolezza cosciente di che cosa sia il tempo. L’artista, come in Ogni viso è una poesia, attinge al nostro vissuto, a ciò che viviamo nel concreto e di cui facciamo esperienza. Attimi, momenti di cui non ci soffermiamo abbastanza per coglierne la loro importanza come il calore del sole o la nascita di un germoglio. Il tempo è un dente che dondola o i capelli che una volta lunghi in un istante si accorciano. A volte il tempo non passa mai, è pesante, lungo ma un suono lo annulla mutandolo. L’opera della Morstad è “rivoluzionaria” come il Nudo che scende le scale perché coglie il tempo in istanti di vita pura che diventano per questo rivoluzionari. Trovo geniale lo stile compositivo dell’artista. I toni dei grigi, quelli del carboncino, della grafite, vengono pervasi dal rosa saturo, fluorescente, che dà brio visivo focalizzando l’attenzione del lettore in un filo conduttore che è un crescendo. Come le opere d’arte contemporanea, l’autrice non si rivolge ad un lettore, fruitore, “passivo” ma al contrario lo rende attivo ponendo maieuticamente i quesiti esistenziali dei filosofi. La narrazione si apre con una constatazione, ossia che il tempo lo si può registrare dal tic tac dell’orologio e dai numeri e dai giorni in calendario.
Ma cos’altro è il tempo?
Una domanda che ci mette in moto nel gioco della ricerca, come lo era per gli artisti del primo Novecento, sempre intenti a rompere i limiti per cogliere la quarta dimensione, ossia il tempo e infine lo spazio. Ecco che cominciamo anche noi la ricerca e scopriamo che il tempo fa parte della nostra stessa esistenza. Il tempo è un fiore che appassisce, è una rete, delicata, intessuta con cura ed estrema lentezza, difficile da vedere. Il gatto poi lo sa bene che cos’è il tempo. Il tempo si può anche catturare, fermare e fissare.
E forse ti sembrerà come fosse ieri.
Il tempo è una canzone, una danza, è la preparazione del pane ma anche riflessione e condivisione. Ecco, quest’albo è una preziosa opportunità di condivisione di tempo. Ho potuto constatare la sua “potenza” insieme ai miei bambini in occasione di un’attività Outdoor presso Palazzo Butera. In quel luogo il tempo è una delle parole chiave non solo per scoprirne l’essenza ma è anche una delle parole che ci accolgono nell'installazione site specific ad opera di Anna e Patrick Poirier che si trova nel cortile delle Palme. Quest’albo ci ha accompagnato nella scoperta della radice di jacaranda e soprattutto abbiamo compreso quanto questo sia fragile. Che cos’è il tempo? È un albo che considero un’opera, una galleria portatile come enunciò tanto tempo fa la celebre illustratrice Květa Pacovská. Julie Morstad non concepisce dei semplici albi ma crea occasioni.
Che cos'è il tempo?
Autrice: Julie Morstad
Casa Editrice: Terre di Mezzo
Età consigliata: dai sei anni in sù
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