Il mio infinito
- clara sorce

- 23 feb
- Tempo di lettura: 3 min
di Clara Sorce
Che cos’è l’infinito? È il quesito che la piccola protagonista dell’albo firmato dalla penna di Gabi Swiqtkowska e delle matite di Kate Hosford si chiede. L’albo Il mio infinito edito da Nessun Dogma è la storia del viaggio che compie la piccola Uma per comprendere che significato hanno concetti come infinito e per sempre. Un viaggio riflessivo, poetico e filosofico che porta il lettore a chiedersi che cosa sia infinito. La storia di Uma si apre una notte, come tutte le riflessioni profonde che l’uomo da secoli si pone. È scrutando il cielo stellato, troppo emozionata per dormire, dopo aver ricevuto in dono le sue scarpette rosse, che la bambina si chiede quante stelle siano in cielo, un numero infinito. Così si perde nell’immenso, sentendosi infinitamente piccola.
Com’era possibile anche solo immaginare una cosa tanto grande come l’infinito?
Così da questo primo quesito Uma comincia il suo viaggio chiedendo a compagni, amici, maestre, cuoco scolastico, alla nonna, cos’è per loro l’infinito. Per Charlie l’infinito è un numero lunghissimo che non smette mai di crescere, per la sua migliore amica Samantha è un simbolo, un otto rovesciato, come coricato, intento a schiacciare un pisolino, ma non solo, Samantha se lo figura come una grande pista per cui è possibile girarci intorno per sempre. Ecco che giunge piano piano un secondo concetto che si lega all’infinito: per sempre. Uma continua il suo viaggio e pone il quesito alla sua nonna che di tutta risposta si figura una famiglia con i suoi infiniti intrecci. Ben presto Uma si rende conto che non si può parlare d’infinito senza includere il concetto "per sempre”. Allora comincia a pensare cosa le piacerebbe vivere per sempre. Così Uma si perde nelle sue fantasie. Prima pensa a vivere per sempre la ricreazione a scuola ma non c’è gusto se prima non si studia, poi pensa di aver per sempre otto anni, ma anche questo pensiero non la soddisfa, perché la vita proseguirebbe ciclicamente e allora Samantha che progredirebbe non potrebbe essere più sua amica. Il segno deciso, i pieni e i vuoti e i pochi tocchi sono costruzioni sapienti ad opera della Hosford che si armonizzano al testo filosofico della Swiqtkowska. Il viaggio prosegue e la Hosford cita L’uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci per esprimere il concetto dell’infinito della maestra di musica
“Prova a pensare a una musica che gira in circolo”, disse. “Le note ti trasporterebbero in ogni dove e la musica non avrebbe mai fine”.
Uma concepisce che le sue domande sull’infinito sarebbero potute andare avanti per sempre; é tempo per lei e le sue scarpette rosse di tornare a casa, lì ad aspettarla trova la sua nonna che per cena le prepara il suo piatto preferito, ma soprattutto, si accorge delle scarpette rosse e lì comprende cosa significa per lei l’infinito.
Capi allora quanto il mio bene per lei fosse infinito.
Il mio infinito è un viaggio introspettivo che non compie soltanto Uma ma anche noi lettori, e come lei comprendiamo che l’infinito non si discosta anche dai sentimenti perché i sentimenti come l’amore, l’affetto sono un “sentire” infinito come una musica in circolo, o una pista, o un numero che cresce sempre di più come l’amore.
Il mio Infinito
Autrice: Gabi Swiqtkowska
Illustratrice: Kate Hosford
Casa editrice: Nessun Dogma
Età consigliata: dai sette anni in su
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