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Il mio piccolo babbo natale

di Clara Sorce





In questi tempi contemporanei siamo abituati ai regali. Diamo spesso per scontato che durante ricorrenze come il Natale o il compleanno c’è sempre un dono che ci aspetta per rendere unico quel giorno, ma in altre parti del mondo non è così scontato. Tale discrepanza deve far riflettere su  quanto sia importante ricevere un dono che non deve essere necessariamente qualcosa di materiale, anche il tempo, un abbraccio sono dei doni, anzi sono tra i più preziosi. Donare significa, esser grati e non voler nulla in cambio; se si scava in fondo troviamo significati sempre più profondi e un albo illustrato ne esprime il senso attraverso la più delicata delle forme, ossia l’arte.


Il mio piccolo Babbo Natale di Gabrielle Vincent, autrice di Ernest e Celestine, edito da Orecchio Acerbo è un albo che si contraddistingue per il segno estremamente delicato delle illustrazioni a cui si affianca il testo, gentile, che qui danza con le immagini in una giustapposizione delicata come lo può essere un dono. È il pomeriggio del 24 dicembre quando dal cielo giunge un piccolo Babbo Natale. Lui non giunge sulla terra con la sua bella slitta trainata da renne con dietro il suo grande sacco dei doni, no, lui cade dal cielo bianco con un piccolo paracadute color del cielo. Le illustrazioni ad acquarello della Vincent trasmettono, con estrema delicatezza, ciò che avverrà, ossia un vero e proprio portento che non è dato dalla magia in sé ma dai gesti. Il piccolo Babbo Natale atterra nella candida neve in un bosco, lì si trova una bambina che si meraviglia per ciò a cui assiste. La bambina è emozionata si avvicina e chiede se quel piccoletto con la veste rossa e la barba bianca sia il vero Babbo Natale ma mai si sarebbe aspettata un no come risposta.


Sono un piccolo Babbo Natale di niente di nulla!

Ebbene il piccolo Babbo Natale non porta con sé leccornie, giocattoli non porta nulla perché non ha nulla. Lo stupore della piccola cresce sempre di più un piccolo Babbo Natale che non ha nulla, un piccoletto che più ad un adulto sembra somigliare ad un bambino e, come di fatto possono solo fare i bambini, con la loro spontaneità dei gesti, autentici, la vicenda prende un piglio commovente.


Aspettami qui d’accordo? Torno subito!

Dette queste parole la bambina corre in casa, va nella sua camera e prende la sua bambola, la sua preferita, per donarla a quel piccolo Babbo Natale che non ha nulla. Il piccolo Babbo Natale si emoziona del gesto e prende tra le braccia la bambola Lilla, la stringe a sé…


È per me?

Il mio piccolo Babbo Natale porta un significato profondo, commovente, che  rammenta a noi adulti una lezione che i bambini ci insegnano ogni giorno, ossia che la ricchezza sta nei gesti non in ciò che è materiale, perché ciò che conta è “niente di nulla”, ossia qualcosa di veramente prezioso.


Il mio piccolo Babbo Natale

Autrice: Gabrielle Vincent

Casa editrice: Orecchio Acerbo

Età consigliata: dai quattro anni in sù

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