Ma babbo natale esiste?
- clara sorce

- 10 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
di Laura Locatelli
Le città iniziano a brillare, le scuole si riempiono di addobbi e, insieme alla magia del periodo, nella mente dei bambini e delle bambine affiorano le prime domande sulla vera identità di Babbo Natale. Domande che, ammettiamolo, possono mettere in difficoltà noi adulti. C’è l’adulto “enciclopedia”, che sfoglia milioni di libri pur di offrire le risposte più corrette; l’adulto “narratore", pronto a inventare storie per ogni occasione; e l’adulto “distrattore”, maestro dell’arte del “guarda là fuori!”, quando non sa bene cosa dire. Soprattutto perché i bambini hanno un tempismo perfetto: la fatidica domanda arriva spesso quando ci sediamo sul divano dopo una giornata intensa, o magari in mezzo a un pranzo di famiglia. In realtà, per affrontare questa domanda con serenità, l’adulto ha bisogno di farlo prima: chiedersi che strada vuole percorrere, che significato attribuisce al Natale e quale messaggio desidera trasmettere. Ma prima, è fondamentale portare lo sguardo indietro; provate a tornare alla nostra infanzia, cosa riaffiora?
Forse un ricordo dolce: un periodo in cui mamma e papà erano più presenti, un’atmosfera speciale, attenzioni più lente. Oppure un ricordo faticoso: tensioni familiari, oppure la delusione di aver scoperto la verità su Babbo Natale in un modo che ci aveva ferito. Ciò che abbiamo vissuto allora influenza, inevitabilmente, il modo in cui oggi, da adulti, viviamo questo periodo e il messaggio che scegliamo di trasmettere ai nostri figli. Non esiste un “giusto” o “sbagliato”: esiste ciò che è autentico per la vostra famiglia. Ogni famiglia può scegliere liberamente come affrontare il tema di Babbo Natale. Come professioniste, desideriamo però offrire alcuni spunti che possano sostenere una riflessione consapevole:
1. Prima di rispondere ai bambini, rispondiamo a noi stessi
È importante che ogni genitore si chieda:
• Come mi sento rispetto a questo tema?
• Quali ricordi porto con me?
• Cosa desidero per mio figlio o mia figlia?
Un confronto tra adulti permette di trovare una direzione condivisa, coerente e sicura.
2. Fino a 6 anni anni la distinzione tra realtà e fantasia non è ancora chiara
I bambini prima dei 6 anni hanno bisogno di realtà, perché non distinguono nettamente ciò che è reale da ciò che è immaginario. Per questo l’idea di “una persona che entra di notte in "casa” può generare paure e ansie. È importante far percepire che la casa è sempre un luogo sicuro, un nido protetto.
3. Quando il bambino chiede, è pronto a ricevere la risposta
Se arriva la domanda, significa che il bambino sta aprendo uno spazio di crescita: sta osservando la realtà, la sta mettendo in discussione, e cerca in voi un luogo affidabile in cui riparare. Dare una risposta sincera non rompe la magia: rafforza la fiducia.
4. La magia può continuare, anche dicendo la verità
Raccontare come nasce la tradizione, condividere storie, creare rituali familiari: tutto questo mantiene viva la meraviglia. Potete dire, ad esempio:
• “Babbo Natale viene da un’antica tradizione. Vuoi che ti racconti la sua storia?”
• “Giochiamo a fare finta? Quest’anno i regali li mette papà. Cosa vorresti lasciargli come sorpresa?”
La vostra voce vale più di qualsiasi
Per un bambino, le sue figure di riferimento, sono la fonte primaria di verità e sicurezza. Qualunque scelta facciate, se nasce dall’amore e dalla consapevolezza condivisa, sarà quella giusta per la vostra famiglia.
Un’occasione per trasmettere valori preziosi
In un periodo che spinge molto al consumo, possiamo scegliere di divulgare questi tre valori:
• Gratitudine: “Ho scelto questo regalo proprio per te.”
• Reciprocità: “Ti dono qualcosa, e tu puoi donare qualcosa a me.”
• Fiducia: “Puoi contare su ciò che ti diciamo.” Sono semi che crescono nelle piccole persone e che le accompagneranno ben oltre il periodo natalizio.
Laura Locatelli è un’insegnante specializzata in educazione nella natura e fondatrice dell’Associazione Bambini-Radice, un progetto dedicato alla formazione e all’educazione nel bosco. Da anni crea percorsi educativi rivolti a bambini, famiglie e professionisti, con un approccio che valorizza l’apprendimento esperienziale, la lentezza e la relazione con l’ambiente naturale.
Giulia Leoni è insegnante, artista e illustratrice, con una formazione in Didattica dell’Arte e Scultura. Unisce creatività ed educazione in percorsi che mettono al centro l’esplorazione, l’immaginazione e il fare con le mani.
Insieme hanno dato vita a Rebentos à Descoberta, un progetto di educazione e formazione nella natura sull’isola di Madeira, in Portogallo, che promuove esperienze immersive, sostenibili e ispirate alla forest school, creando spazi di scoperta condivisa per bambini e famiglie.
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