Natalino
- clara sorce

- 7 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Una dolce storia di Natale
Il Natale è caratterizzato da alcune figure iconiche. Da Babbo Natale a Santa Lucia, dagli Elfi alle renne, soprattutto a quest’ultime viene affidato, insieme a volte ai bambini, il compito di veicolare la magia del Natale. Ma se a far ciò fosse un piccolo topolino? Natalino. Una dolce storia di Natale di Gioia Alfonsi con le illustrazioni di Marlamù, edito da Sassi, è una tenera storia natalizia che ci rammenta quale sia il significato più profondo dello spirito del Natale e a ricordarcelo è un piccolo, delizioso, topolino che vive nella casa di Babbo Natale al Polo Nord. La sua tana accogliente gli permetteva di vivere pienamente non soltanto il fermento del Natale ma anche la sua lunga preparazione. Natalino aveva un compito speciale, perché ogni anno, il vecchio dalla candida barba bianca, lo chiamava nel suo studio ricolmo di lettere, tanto da sembrare soffice neve, per affidargli un compito speciale…
Portare un pò di magia natalizia e aiutare gli altri a riscoprire la bellezza delle loro vite.
Ogni anno Babbo Natale nel leggere le lettere riscontrava sempre qualcuno che smarriva il significato e la vera essenza del Natele ed è lì che Natalino gioca un ruolo fondamentale con la sua polvere magica, nessuno oltre a lui aveva il potere di mettere a posto le cose. Grazie alla sua segretissima miscela brillante ed alla sua capacità di buon osservatore e ascoltatore riusciva a colpire i cuori smarriti per ricordare loro quali fossero i veri e autentici valori della vita, per farlo si avvaleva dei sogni. Gli stessi sogni che hanno portato adulti e bambini a scrive un desiderio a Babbo Natale, desiderio però che illustra la perdita del vero significato del Natale. Così Natalino preparata la miscela scintillante, presa la valigia che la contiene e messo il cappellino rosso è pronto per partire alla volta delle tre case dei cuori smarriti.
La prima è la casa di Mirto e Mirtilla che non avevano compreso che il tesoro più grande fosse il loro piccolo nido d’amore che li teneva uniti, al contrario loro desideravano una casa immensa e sfarzosa, ecco allora che calata la notte Natalino compie le sue prodezze
Con un piccolo soffio, sparse la sua polvere magica per tutta la stanza. I due iniziarono a sognare la stessa cosa: una tana sfarzosa immensa, con stanze sfarzose e mobili scintillanti, ma fredda e silenziosa.
Al risveglio le due marmotte compresero che tutto quello di cui avevano bisogno era il loro amore reciproco, quello rendeva grande la loro tana. Natalino continua il suo viaggio e si reca nella casa di Violetta. La piccola volpe era triste perché in una famiglia numerosa si sentiva sola ma grazie all’intervento di Natalino comprese che la vera ricchezza sta nell’affetto e nella gioia chiassosa della sua numerosa famiglia perché senza di loro sarebbe stata veramente sola conducendo una vita triste e solitaria. Il viaggio di Natalino si conclude nel meleto del bosco di Rughetta e Rosmarino che da tempo avevano smarrito il senso dell’amore e della passione che li aveva portati a creare il loro meleto, al loro posto si era insinuato l’avaro profitto. Natalino rammenta loro la gioventù e la passione che li ha spinti a realizzare il loro sogno.
Le tavole di Marlamù arricchiscono il testo della Alfonsi. Natalino ci rammenta che quello che a volte diamo per scontato è in verità qualcosa di straordinario, perché i valori arricchisco la nostra esistenza.
Natalino. Una dolce storia di Natale
Autrice: Gioia Alfonsi
Illustratrice: Marlamù
Casa editrice: Sassi
Età consiegliata: dai quattro anni in sù
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