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Iliade

di Clara Sorce





«Questo è il destino che gli immortali hanno dato agli uomini» disse Achille. «Vivere nel dolore. Loro invece non conoscono affanni.»

Un amore può scatenare una guerra? L’amore può generare dolore? Una guerra lunga, faticosa, interminabile tra Troiani e gli Achei, che mette a nudo le passioni di grandi eroi. Loro vivono dolori, passioni, amori e affetti. Ognuno di loro vive una sfaccettatura dell’amore che inevitabilmente si mescola alla guerra. L’Iliade è un grande capolavoro in cui gli umani lottano valorosamente come degli Dei, mentre proprio quest’ultimi guidati dai loro istinti capricciosi, e dall’ardore per la propria fazione, prolungano questo sanguinoso conflitto. Nell’opera incontriamo i grandi eroi Achei e Troiani come Achille ed Ettore, l’astuto Odisseo, i capricciosi Dei come Venere, Atena, Apollo, Poseidone, Era, fino ad Ares il Dio della guerra. Ma è l’amore il motore che scatenò la guerra ed è il moto del racconto. Ritroviamo l’amore di Menelao, fratello di Agamennone, per Elena. Troviamo l’amore e i valori della famiglia rappresentati da Ettore e la moglie Andromaca. La loro vicenda, compassionevole, racchiude i sentimenti e i valori di una famiglia che vive i tormenti, le paure e i dolori della guerra. Ettore è un uomo innamorato della sua sposa e ama profondamente il figlio Astianatte. Ma l’amore può essere anche tra due amici fraterni, legati dallo stesso destino funesto: Achille e Patroclo. 


Un oscuro presentimento offuscava l’animo di Achille, che era sceso davanti alle navi e vedeva i compagni tornare fuggiaschi dalla pianura. 

Patroclo amico fraterno di Achille, figlio della Dea Teti, si lega al Pelide per amore e dal destino. Quando questi muore provoca in Achille un dolore profondo, dolore che lo avvolge già al principio del racconto omerico quando gli viene strappata, da Agamennone, la sua Briseide. 


Una nuvola nera invase il cuore di Achille, che afferrò manciate di cenere e se le sparse sulla testa, imbrattandosi il volto e la tunica, per poi buttarsi a terra, nella polvere, e strapparsi i capelli. 

Straziato dal dolore il Pelide invocò la madre Teti che lo consolò promettendogli nuove armi divine forgiate da Efesto per vendicare l’amico fraterno. Patroclo e Achille saranno legati perfino nella morte, entrambi caduti per volere di Apollo. Lapis Editore pubblica un’edizione dell’Iliade dedicata a piccoli e grandi lettori, nel rispetto dei ventiquattro libri, raccontata da Nicola Cinquetti con le illustrazioni di Desideria Guicciardini, Premio Andersen 2014 come migliore illustratrice, che impreziosiscono il volume. Le tavole della Guicciardini sono liriche, espressive e potenti che ben accompagnano il testo rendendo la lettura suggestiva ed enfatizzandone gli aspetti salienti del racconto. Nicola Cinquetti racconta, con un linguaggio dettagliato ed alto, la vicenda rispettando la suddivisione in ventiquattro libri senza trascurare elementi e peculiarità del racconto Omerico. Quest’opera è travolgente, tiene il lettore col fiato sospeso. Non possiamo che schierarci anche noi, come gli Dei, da una parte o l’altra delle fazioni. Un capolavoro che per secoli e generazioni ha accompagnato  bambini e i ragazzi nel loro percorso di vita.


Iliade

Autore: Nicola Cinquetti

Illustratrice: Desideria Guicciardini

Casa Editrice: Lapis Edizioni

Età consigliata: dai dieci anni in su


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