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Le case di Zoe


di Clara Sorce





Io dico: mia madre. Ed è a voi che penso, o Casa! Casa delle belle estati misteriose delle mia infanzia.

Oscar Miloz




Che cos’è casa? Perché sentiamo il bisogno di un rifugio? Perché tra i giochi dei bambini quello più frequente è quello della casa? L’uomo fin dall’antichità ha sempre cercato un rifugio per sentirsi al sicuro. Da quell’atto la casa ha preso forme ed “espressioni” varie ma per i bambini ha dello straordinario. La casa è uno dei primi elementi del mondo con cui prendono confidenza. È quell’elemento “ancora” che permette loro di esplorare in sicurezza perché sanno che al loro ritorno c’è un luogo ad attenderli. La letteratura per l’infanzia è costellata di tali rifermenti ma c’è un albo concepito da due autrici attente al mondo dell’infanzia che colgono, con occhio acuto, la vera essenza dell’azione ludica della casa per i bambini, non solo gioco simbolico ma anche azione di veicolo emotivo. Le case di Zoe di Lorenza Farina e Lucia Ricciardi edito da Mimebù è un albo che alla sua risguarda per noi adulti è un tuffo nei ricordi mentre per i piccoli lettori è uno rispecchiarsi nelle loro azioni ludiche quotidiane. È il gioco della casa fatto con i cuscini, una casa morbida e accogliente che ti permette di entrare nella dimensione altra del gioco, ma non solo, lì si scoprono le emozioni, si snocciolano i perché a cui non riusciamo a dare una risposta, osserviamo indisturbati il mondo con i nostri tempi. Ecco, questa prima tavola ci da il benvenuto nelle case di Zoe.


Quando è stanca di stare nella casa sulla collina con mamma, papà e la sorella Camilla, saluta tutti e va ad abitare in un’altra casa.

Lorenza Farina con un linguaggio delicato ci introduce nelle case di Zoe, case a volte “fisiche” ma altre volte immateriali. Sono le case dei sentimenti, dell’immaginazione, della creatività, delle coccole, dell’accoglienza, dei sentimenti tumultuosi, altre piccolissime e altre ancore sono una dolce melodia che tinge il mondo con le più belle sfumature dei colori dei fiori. Le parole della Farina vengono trasposte in immagine dalla Ricciardi. Delicati acquerelli che con le loro tinte fresche enfatizzano le parole dell’autrice sottolineando quanto per i bambini casa sia un luogo che è sia sicurezza che conforto ma anche un luogo dove si è liberi di esplorare, creare, gioire, intristirsi, un luogo dove ogni forma del nostro essere viene accolto e sostenuto. Zoe ci accompagna in un viaggio colmo di case ma quella a cui fa ritorno al mattino, e quella che ho amato di più, è la Casa Gialla.


La Casa Gialla inondata di luce, dove l’aria profuma di pulito e sembra sia sempre primavera.

Non voglio svelarvi troppo di quest’albo perché la sua bellezza sta proprio nella scoperta perché ogni parola, ogni tavola raccoglie la varie sfaccettature del significato che ha la parola casa, soprattutto per i bambini. Lorenza Farina è un adulto che non ha perso la speciale lente che legge nel profondo del suo essere bambina, perché ogni suo albo ne coglie l’essenza soprattutto in tempi contemporanei e le Case di Zone non è da meno. Le autrici giocano un sapiente impiego della materia creativa per rammentarci che la casa più accogliente che ci sia per un bambino è la nostra presenza, il nostro esserci incondizionato, fatto di ascolto e abbracci; così quella casa metaforica, della dimensione ludica, diventa concreta, perché ogni casa di ogni bambino è un racconto del loro mondo interiore. Ascoltiamo queste infinite storie abbracciando, come ci veicolano le due autrici, il loro modo incondizionato di stare al mondo.


Le case di Zoe

Autrice: Lorenza Farina

Illustratrice: Lucia Ricciardi

Casa editrice: Mimebù

Età consigliata: dai sei anni in sù

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