L'autobus giallo
di Clara Sorce
Ogni anno scolastico che inizia rappresenta per me il principio di una raccolta. Raccolgo riflessioni, espressioni ironiche, emozioni, sensazioni. I detti dei bambini e delle bambine sono portatori di sorprese, scoperte, affezioni. Ciò che caratterizza ogni anno scolastico, seppur ognuno sia diverso dall’altro, è un unico comune fattore per i miei bambini, piccoli e grandi: il nostro autobus giallo. Loro sono estremamente affezionati a questo mezzo iconico che caratterizza le scuole, ma per noi ha un ruolo speciale, tanto da avere un posto d’onore nel cuore, soprattutto dei più piccoli. Per loro è il segno della metamorfosi, della crescita; è un segno tangibile che il tempo scorre e che loro non restano fermi nel tempo, ma sono essi stessi protagonisti attivi dello scorrere della vita.
Il nostro autobus giallo è il luogo delle prime volte. La prima volta in uscita didattica senza mamma e papà, come i grandi; la prima volta in cui compio un’azione in autonomia; la prima volta in cui torno a casa e vado a scuola con gli altri. È il luogo della relazione attiva: lì si tessono e si intrecciano amicizie, dialoghi, confronti. Quando, insieme ai bambini e alle bambine, ci siamo recati in libreria in occasione del progetto letterario e culturale Io leggo perché, i loro sguardi hanno incrociato la copertina di un albo che per loro ha risuonato come una corda di violino. Non potevamo che prenderlo per la nostra biblioteca scolastica.
L’albo in questione è L’autobus giallo di Loren Long, edito da Orecchio Acerbo.
L’autobus giallo è un albo in formato all’italiana, la cui copertina si caratterizza per i suoi toni grigi, con un’unica nota di colore: l’autobus giallo. Loren Long caratterizza il suo racconto, nato dall’osservazione del vivo, che riporta alla mia mente il procedere degli artisti impressionisti, attraverso un tono fiabesco che si coniuga alle visioni aeree delle tavole. Tavole che permettono al lettore di seguire con lo sguardo il peregrinare del nostro protagonista color del sole. Le illustrazioni di Long sono avvolgenti, ricche di dettagli, dove nulla è lasciato al caso. Quest’albo, per la sua caratteristica strutturale, si rivolge a diversi target, dai piccolissimi ai grandi, grazie anche al tono narrativo che, come si è detto, attinge al registro fiabesco. L’autore introduce, inoltre, suoni onomatopeici adatti a coinvolgere i più piccoli durante la lettura e momenti di sospensione che invitano i grandi a riflettere su quanto sia importante lo scorrere del tempo e su come, al contempo, nulla finisca, ma tutto si trasformi.
Le inquadrature scelte dall’artista sono accorte. I campi totali sono estesi, grazie anche al formato dell’albo; pertanto, permettono ai lettori di perdersi tra gli scenari urbani e naturalistici della campagna. Ciò che caratterizza quest’albo è la narrazione cromatica. La narrazione si basa tutta sulla cromia accesa dell’autobus, in contrapposizione al grigio della grafite che costituisce la cornice del racconto. Il protagonista viene fin dalla copertina messo in evidenza e, con la sua allegria, tinge chi lo vive e lo anima. Tuttavia, a volte, anch’esso si tinge di grigio, perché l’autobus giallo ci insegna che lo scorrere del tempo è strettamente legato alla vita, contraddistinta da melodie vivaci e incalzanti e da silenzi carichi di significato.
Tra suoni onomatopeici e sguardi poetici, l’autore decide di condurci lungo un sentiero nel quale la gioia, la malinconia e i sorrisi si mescolano delicatamente tra le colline di un mondo nel quale entrare, ogni qualvolta si voglia salire su quel bus carico di allegria, significa abbracciare la metamorfosi dell’esistenza. Loren Long concepisce un albo che solo all’apparenza può sembrare semplice. L’autobus giallo non è soltanto la storia di un mezzo di trasporto che, dopo aver accompagnato generazioni di bambini e adulti, trova una nuova vita, una nuova dimensione. L’autobus giallo non mette in evidenza soltanto il senso del tempo, ma anche l’importanza della memoria e la possibilità di trovare un nuovo senso alle cose, alla vita stessa, anche quando crediamo che tutto sia finito.
Le parole dell’autore narrano dapprima l’autobus ricco delle voci dei bambini; poi lo mostrano allegro e portatore di nuova speranza per gli anziani; successivamente silenzioso e grigio sotto un ponte, ma solo per poco, perché diventa poi una casa per chi una casa non ce l’ha, fino a trasformarsi in un rifugio per gli animali della campagna. Noi assistiamo a tutti questi viaggi, perché l’autobus non ha trasportato soltanto le persone verso luoghi importanti: ognuno di quei luoghi era importante anche per lui, perché era testimone dello scorrere della vita e della gioia altrui.
Long riesce in un’impresa non scontata: raccontare il tema del superamento e del cambiamento senza malinconia, ma con una profonda fiducia nella trasformazione. L’autobus non perde il suo valore quando smette di svolgere la funzione per cui era nato; al contrario, lo ritrova in una forma nuova, ancora più autentica. È un messaggio potente per i bambini. L’autobus giallo è un albo che insegna la bellezza delle seconde possibilità. Un poetico capolavoro illustrato, capace di lasciare una traccia duratura nel tempo.
L'autobus giallo
Autore: Loren Long
Casa editrice: Orecchio Acerbo
Età consigliata: dai quattro anni in su
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