top of page

La coda della sirena

di Clara Sorce






Vi è mai capitato di recarvi al mare con un bambino? Loro sanno cogliere la bellezza del luogo ma soprattutto quella “brillantezza” generata dalla luce che incanta. Se facciamo particolare attenzione al sole e alla sua rifrazione di luce durante le ore mattutine o al tramonto genera nel mare un effetto che provoca uno scintillio, come se piccolissime e infinite schegge di vetro formassero il mare stesso. Questo effetto produce un senso sublime in chi lo osserva. Siamo ammirati dai colori da quel sfavillare lucente. Questa è anche una delle prime sensazioni che si prova non appena si viene accolti dalla risguarda dell’albo firmato da Beatrice Blu La coda della sirena, edito da Giunti. Un caleidoscopio di colori ci accoglie, tinte brillanti dai colori delicati ci  introducono  in una narrazione che ha in sé un significato profondo e riflessivo. Protagonista della vicenda narrata è il piccolo Theodore. Theodore ha una grande passione, collezionare pesci. Con la sua piccola barca va tra le acque della laguna per pescare e conservare nella sua grande collezione i più bei e svariati pesci. Il bambino amava osservare le loro sfavillanti scaglie che brillavano sotto la luce come gioielli. Proprio durante una delle sue spedizioni nella sua rete trovò qualcosa di molto speciale e insolito, la più bella creatura che avesse mai visto. Le tavole della Blu sono evocative, suggestive. Pregiate le sue visioni aeree in cui vediamo Theodore in barca nella laguna. Le tinte e il segno stilistico non soltanto rendono inconfondibile questa magistrale autrice ma collegano il lettore in una dimensione altra, quella della narrazione capace di spalancare le finestre dell’incanto. 


All’interno di una sfera di cristallo Theodore trovò una creatura marina. Lei aveva i colori e la lucentezza di un pesce, i capelli fluttuanti come alghe ma il corpo di un piccolo essere umano. La creatura  guardò con occhi increduli il bambino, si scrutarono. Giunti a questo punto della narrazione sempre più risuona l’eco del ricordo di un’altra opero ossia Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki. Come il maestro Miyazaki la Blu ci rammenta con la sua opera quanto sia importante il rispetto degli esseri ma non solo, entrambi illustrano il mare come una forza viva e magica. 


Lasciala andare, Theodore! Lei appartiene all’oceano. 

Una voce intima Theodore di lasciare andare la creatura ma il bambino ignora quelle parole perché di una cosa era sicuro non poteva lasciar andare quella preziosità. Quel’unicità doveva appartenere soltanto a lui, doveva far parte della sua collezione. Così “egoisticamente” Theodore la portò con sé a casa per prendersene cura. Il tempo passò e la voce tornò ad ammonire il bambino ma questi continuava a ignorarla. Theodore amava contemplare la piccola creatura a cui aveva dato anche un nome, Azzurra, ma più passava il tempo e più l’involucro che conteneva la piccola creatura si crepava sempre di più finché un giorno successe l’irreparabile. Le tinte brillanti che caratterizzavano il mondo del bambino piano piano si scurirono sempre di più perché la vita stava lasciando Azzurra che ad un tratto non si mosse più.


Sono la voce dell’oceano, il posto a cui la creatura appartiene. Non mi hai dato ascolto e ora la sua conchiglia è rotta. 

Comincia così una corsa contro il tempo per salvare Azzurra da un destino crudele nato da un sentimento egoistico. Theodore si desta dal “sonno” dell’individualità e capirà l’importanza dell’ascolto e del rispetto altrui. Il bambino comprende da quel momento che tutti gli esseri hanno una casa e che non è giusto privarli per scopi individualisti. Così Theodore libera tutti i sui pesci e da allora si prende cura di tutte le creature lasciandole vivere libere nel loro luogo a cui appartengono. Il mondo di Theodore e Azzurra si tinge delle più belle tinte lucenti delle scaglie dei pesci perché adesso anche Azzurra ne ha una. 


La coda della Sirena

Autrice: Beatrice Blu

Casa editrice: Giunti Editore

Età consigliata: dai cinque anni in su

Post recenti

Mostra tutti
La forma del mare

La forma del mare è un affresco che celebra, con estrema suggestione e delicatezza, il paesaggio più poetico, misterioso e suggestivo che ci sia. Amato, temuto, fonte di ispirazione, gioco, casa e cul

 
 
 
Maremè

Maremé è un albo delicato che parla universalmente al suo lettore perché tutti una volta nella vita ci siamo sentiti pesci fuor d'acqua

 
 
 

Commenti


bottom of page