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La signora dei libri

di Clara Sorce





In guerra non ci sono né vincitori né vinti. Le guerre per i civili, ossia le popolazioni di ambedue le fazioni, non hanno alcun profitto; al contrario sono solo impoverimento, e utilizzo questo termine in senso lato. Impoverimento non soltanto economico, ma soprattutto, di spirito, di bellezza, d’arte, d’emozioni. I conflitti portano soltanto il grigiore della polvere dei bombardamenti e un profondo senso di sconforto e solitudine, ieri, oggi e domani. La storia personale passata e presente tuttavia ci mostra che anche nei momenti più bui si può trovare il luccichio di una buona stella, quella è la stella dell’arte, della cultura che porta senso e arricchimento anche quando si pensa di non aver nulla. In un tempo non troppo lontano dal nostro, quella stella aveva un nome e ancora oggi possiamo godere della sua preziosa eredità, si tratta di Jella Lepman ossia La signora dei libri.


La signora dei libri di Kathy Stimson e Marie Lafrance edito da Lapis Edizioni è un albo che racconta lo straordinario, e visionario, lavoro di Jella Lepman. Imbastito sulla storia vera dell’operato di Jella Lepman la Stimson e la Lafrance ci raccontano della straordinaria mostra ad opera della donna del 1946 al museo Haus Der Kunst di Monaco. Si trattava all’epoca della più grande esposizione di libri illustrati provenienti da tutto il mondo, ma soprattuto in esposizione vi erano quegli albi illustrati che il regime Nazista mise al bando per bruciarli. A raccontarci la vicenda non è Jella, ma una bambina tedesca col suo piccolo fratellino.


Per comprendere a pieno quest’albo bisogna fare delle piccole precisazioni storiche, accortezze a cui le autrici sono attente sia nel testo che nella conclusione con gli approfondimenti sulla vicenda. Riferimenti storici non soltanto puntuali, quelli delle autrici, ma anche, dal punto di vista psicologico e sociale dei protagonisti. Siamo alla fine del secondo conflitto mondiale, la guerra è conclusa e l’Europa si rimbocca le maniche, indistintamente della fazione di appartenenza, per riprendersi dalla devastazione della guerra. In questo scenario la Germania, responsabile di molta bruttezza nel conflitto, non viene considerata nella sua ricostruzione; viene vista dalla signora dei libri che tanto ha sofferto, partendo dalla separazione della sua terra perché ebrea, quella era la sua unica scelta per sopravvivere. Quando le viene chiesto, però, di ritornare in Germania per risollevare lo spirito dei bambini non ha alcun dubbio. Ripartire dai bambini, dal presente, da ciò che rappresenta la “costruzione” del domani.


Cominciamo dai bambini a rimettere a posto questo mondo tutto sottosopra. Saranno loro a indicare agli adulti la via da percorrere.

Kathy Stimson e Marie Lafrance aprono così il loro albo e, ad enfatizzare tali parole, enunciate da Jella Lepman nel 1945 è la prima tavola in cui la Lafrance col suo segno delicato e morbido ci mostra una città grigia, in cui alcune donne cercano di rimediare alla devastazione dei bombardamenti. Lì si trovano due bambini: Annaliese e Peter. Sono loro che raccontano al piccolo e al grande lettore la propria storia, e come la signora dei libri riuscì a prendersi cura dei bambini partendo dall’amore per il libro.


La bambina che si prende cura del fratello minore, é alla ricerca di cibo; lei ed il fratello si imbattono in una fila di persone. Pensano che sia un centro di distribuzione per i pasti e si avvicinano, ma presto scoprono un mondo che li fa ritornare ad essere, e soprattutto a “sentire” ciò che sono davvero, bambini. All’interno sono accolti da colori, dalle immagini e dall’odore della carta, dai libri. Annaliese si stupisce nel rivedere i libri. Le viene alla mente il padre e la biblioteca. Mentre la bambina si perde nei ricordi, il fratello la riporta nel presente chiedendole di leggergli un libro in cui è illustrato un elefante con un farfallino. Non potrà nemmeno leggerlo Annaliese perché quel libro è in una lingua che entrambi non conoscono. Ma è ora di chiusura e i bambini vengono invitati dalla signora dei libri a tornane il giorno seguente. I due fratelli non pensano ad altro che a quel luogo pieno zeppo di libri. Ritornano dalla signora dei libri e scoprono che i libri contenuti in quel luogo appartengono a diversi Paesi; la signora dei libri li legge per loro. A colpire i due bambini sono le storie di Pippi Calzelunghe e quella del toro gentile Ferdinand. Annaliese torna a casa felice e la sera dopo aver raccontato la storia della buona notte a Peter sogna che un giorno possano tornare le biblioteche con nuovi libri, ciò di cui però la bambina é certa é il fatto che lei ritorni dalla signora dei libri. La signora dei libri è un albo che colpisce i suoi lettori soprattutto perché non ci racconta di un tempo lontano dal nostro, ci rammenta che la salvezza del mondo e il vero senso della libertà sta nella bellezza della cultura.




Per approfondimenti sulla storia della signora dei libri Jella Lepman vi invito a leggere l’articolo dal titolo Il ponte della Pace


La signora dei libri

Autrice: Kathy Stimson

Illustratrice: Marie Lafrance

Casa editrice: Lapis

Età consigliata: dai cinque anni in su

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