Rosellina Archinto e la rivoluzione dell’albo illustrato: quando l’infanzia incontrò l’arte
di Clara Sorce
L'incontro fra i lettori e le moderne forme dell'albo illustrato in Italia avvenne nel 1960. In quell'anno ci fu un rinnovamento profondo nel rapporto tra immagini, narrazione e infanzia, destinato ad agire nel tempo con una nuova consapevolezza del genere, che porterà alla creazione del circuito odierno, fatto di convegni, mostre e premi letterari dedicati a scrittori e illustratori. Dal lavoro di nuove case editrici e vecchi editori nasce una grande svolta nel panorama della narrativa italiana, obiettivo che si pone Rosellina Archinto, fondatrice della Emme Edizioni.
Rosellina Archinto nasce a Genova. Dopo essersi laureata in Economia all'Università Cattolica di Milano, si trasferisce a New York per continuare gli studi. Tornata in Italia, a Milano frequenta un ambiente culturale vivace, dove avvengono incontri tra artisti, designer e architetti. Nel 1963, insieme a due socie, fonda Editoriale Milanese, una piccola impresa che pubblica una guida di Milano e alcuni libri per bambini. Nel 1966 decide di fondare da sola una casa editrice dedita alla pubblicazione di soli libri per bambini: nasce a Milano Emme Edizioni. L'Emme esordisce in un contesto vecchio e polveroso con «segni nuovi e storie stravaganti», distinguendosi per l'alta qualità dei prodotti sia dal punto di vista dei contenuti sia delle illustrazioni, diretti soprattutto al pubblico della prima infanzia.
L'Archinto è attenta alle innovazioni internazionali e a una ricerca estetica e letteraria aperta alla sperimentazione, elementi che sono alla base del credo della Emme Edizioni. Diffonde in Italia i più grandi disegnatori stranieri, come Maurice Sendak e Leo Lionni, e lancia in tutto il mondo disegnatori italiani come Bruno Munari, il quale fin dagli anni Quaranta portava avanti un lavoro di innovazione progettuale nell'ambito della comunicazione visiva, in particolare nel libro per bambini. Le caratteristiche principali del catalogo Emme sono la concezione dell'immagine, fatta di forme e figure che dialogano con l'arte contemporanea, e il rigore della progettazione nella costruzione della pagina del libro, che deriva dall'ambito del design e dell'architettura, senza trascurare il contenuto, dove le tematiche e il linguaggio si rinnovano e si arricchiscono. Nel 1985 Archinto cede Emme Edizioni. Il marchio passa successivamente alla Petrini di Torino, poi a Einaudi e infine a Edizioni EL. Per l'editrice inizia però una seconda stagione editoriale.
Nel 1999 Archinto torna sulla scena editoriale rivolta all'infanzia con un nuovo progetto, Babalibri. Questa volta Rosellina Archinto torna con la figlia Francesca, in coedizione con la casa editrice francese L'école des loisirs. Anche in questo caso il progetto è centrato sull'albo illustrato e sulla fascia prescolare, con un catalogo che negli anni avrebbe accolto, tra gli altri, Leo Lionni, Iela Mari, Arnold Lobel, Mario Ramos e Philippe Corentin.
Rosellina Archinto ci lascia all'età di novantatré anni. La sua figura non è stata determinante soltanto nell'ambito editoriale: con il suo lavoro ha contribuito a trasformare radicalmente il modo di pensare il libro per l'infanzia. Albi pensati e creati da artisti contemporanei sono stati capaci di incontrare la visione di una donna che ha visto nei bambini quella complessità fatta di bellezza, ricerca e curiosità. I suoi libri si sono discostati dal mercato di massa, spesso stucchevole e pedante, per proporre invece libri capaci di animare domande, dibattiti, ricerche e confronti, ma soprattutto capaci di unire. Alla sua scomparsa, Rosellina Archinto lascia un'eredità importante: gli albi illustrati capaci di sorprenderci e interrogarci, lasciandoci allo stesso tempo lo spazio necessario per immaginare. Il suo lavoro ha contribuito a dimostrare che anche ai bambini si potevano offrire libri belli, liberi e intelligenti, capaci di dialogare con l'arte, con la cultura e con il mondo contemporaneo.
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