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Stardust

12 ago
Tempo di lettura: 4 min

di Clara Sorce






Stardust di Neil Gaiman, edito da Mondadori, è un epic fantasy evocativo, un romanzo che intreccia magia e avventura. Stardust incanta i lettori fin dalle prime pagine per il suo tono avventuroso, ironico e riflessivo. Con questo romanzo, Neil Gaiman trasmette ai lettori l'essenza stessa del confine tra il mondo ordinario e quello straordinario, un confine che spesso è più sottile di quanto immaginiamo. L'autore concepisce un viaggio che rappresenta l'essenza stessa dell'esistenza, al quale mescola quell'humor nero che caratterizza la sua penna e che, al tempo stesso, sgomenta e attrae il lettore.


Stardust è un crogiolo di riferimenti storici e fiabeschi, ai quali l'autore unisce il fascino del proibito. Il tessuto narrativo che Gaiman imbastisce è straordinario. Inizialmente la storia non si apre con il protagonista della vicenda, Tristran Thorn, bensì con il racconto di una vicenda antecedente alla sua nascita, che dissemina tutti gli elementi destinati a costruire la narrazione principale, ossia il viaggio di Tristran.


Il nostro eroe, con la testa tra le nuvole e un costante pensiero rivolto alla sua amata Victoria Forester, nasce dall'unione tra suo padre e una giovane donna la cui storia personale è avvolta nel mistero. La giovane ha un aspetto singolare: possiede orecchie da gatto ed è prigioniera di una strega venditrice di fiori di vetro. Ella proviene dal mondo che si estende oltre il muro della cittadina di Wall. Fin da questo incipit emergono i riferimenti alla cultura di appartenenza dell'autore, l'Inghilterra. Ritroviamo non solo richiami storici e ambientali britannici, ma anche tutta la magia delle antiche leggende. Wall rappresenta tutto ciò che è concreto e reale, mentre ciò che si trova oltre il muro del villaggio appartiene all'irrazionale, al magico e al surreale. Gaiman riesce a fondere gli elementi fiabeschi con il mondo reale, aggiungendo quella nota oscura che rende la lettura un continuo crescendo. Caratteristica di Wall, che sorge nel cuore di un bosco, è il suo alto muro di roccia che si innalza a est e dal quale la città prende il nome.


Nel muro c'è un unico varco: un'apertura larga meno di due metri immediatamente a nord del villaggio. Oltre quella porta si intravede un grande prato verde; [...]. Di tanto in tanto, in lontananza fra gli alberi, si scorgono figure e sagome. Sagome enormi e strane e cose piccole e scintillanti, che brillano e poi svaniscono.

La storia comincia proprio in corrispondenza di quel varco, presidiato da due sentinelle che si assicurano che nulla possa uscire e nulla possa entrare. È quella la soglia che separa la realtà dalla magia. Tristran Thorn è figlio di entrambi quei mondi e, per questo, quando una notte vede cadere una stella, non ci pensa due volte a intraprendere un viaggio oltre il muro per recuperare l'astro e offrirlo come pegno d'amore a Victoria Forester.


Una volta varcato il muro, il racconto si dirama in tre linee narrative: quella di Tristran, quella dei tre eredi del signore di Stormhold e quella della regina strega, la cui antichissima esistenza dipende dalle stelle. Questi tre percorsi convergono verso un unico obiettivo: recuperare la stella caduta dal cielo. Ognuno dei protagonisti, tuttavia, è mosso da motivazioni differenti. Tristran desidera donare la stella alla donna che ama; la regina strega vuole impossessarsene per riacquistare la perduta giovinezza; i signori di Stormhold, invece, la cercano perché alla sua caduta si è legato il prezioso gioiello di Stormhold, simbolo e fonte del potere del futuro sovrano.


Da questo momento Gaiman costruisce un mondo incantato che richiama le fiabe vittoriane di autori come George MacDonald e Lord Dunsany. Tristran incarna l'eroe fiabesco: lascia la casa paterna per affrontare un viaggio che lo conduce a una profonda maturazione personale. Il giovane scopre che la vera finalità del suo viaggio non è la meta, bensì il cammino stesso; tanto che, prima di mettere radici, continua a peregrinare per il mondo insieme alla sua compagna, la stella.


Il corpo narrativo, inizialmente articolato in tre filoni, torna progressivamente a ricomporsi nell'unica voce del narratore, che fin dall'inizio guida il lettore attraverso gli eventi.

Stardust è un epic fantasy ricco di sottotrame che si intrecciano e si influenzano reciprocamente, restituendo ai lettori una storia dal significato profondo. I due mondi, Wall e Faerie, possono essere letti anche in chiave simbolica: rappresentano un percorso di crescita che coinvolge tanto il protagonista quanto il lettore. Gaiman investe i suoi personaggi di un profondo realismo, rendendoli capaci di sbagliare, cambiare e redimersi. È proprio questa complessità a renderli interessanti, sia per il ruolo che ricoprono nella vicenda sia per la loro evoluzione interiore.


Il romanzo è narrato in terza persona e alterna improvvisamente diversi punti di vista, offrendo al lettore una visione a trecentosessanta gradi degli intrecci della storia.

Stardust è anche un romanzo di fede. Tristran insegna ad avere fiducia nei propri sogni, anche quando sembrano irraggiungibili; insegna a credere nelle proprie capacità nonostante le avversità; soprattutto, mostra come l'amore sia un viaggio che si compie tendendo la mano all'altro, un atto di fiducia, rispetto e gentilezza. Stardust coinvolge il lettore in un intreccio tra realtà e fantasia che diventa metafora della crescita e della metamorfosi interiore.


Stardust

Autore:  Neil Gaiman

Casa Editrice: Mondadori Ragazzi

Età consigliata: dagli undici anni in su

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