Tutta la forza di un fiore
- clara sorce

- 18 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min
di Clara Sorce
Molte opere letterarie, cinematografiche e d’arte figurativa nel corso dei secoli hanno dipinto scenari “apocalittici” dove l’uomo viene annichilito da forze più potenti e forti di lui. Scenari, questi, che vedono un mondo completamente stravolto e diverso da come lo conosciamo; tuttavia, aprendo bene i nostri occhi e canalizzando la nostra attenzione su ciò che sta avvenendo su scala mondiale non ci sorprendiamo, anzi, scopriamo che stiamo proprio per giungere a quel capolinea descritto e illustrato da tali opere. L’arte ci mostra anche l’altra faccia della medaglia: quella della speranza; un albo, anzi un silente book, ci mostra tutta la potenza dell’arte. Anche quando le avversità più cupe non ci mostrano la luce, l’arte ci mostra la via, ma soprattutto, semina speranza. Tutta la forza di un fiore di Silvio Boselli, edito da Terre di Mezzo, ci narra della forza gentile, che accomuna bambini, artisti e tutti coloro che hanno un’anima sensibile, capace di generare bellezza. È la forza di un seme, o per la precisione, di un semplice piccolo fiore, che germoglia anche in terre aride e a gettarlo è un gentile, coraggioso artista o per meglio definirlo, uno street artist. Come ha enunciato Silvio Boselli in una sua intervista
Un segno sul muro non cambia la realtà ma può diventare profezia di cambiamento.
Ecco, la bellezza del suo silente book può essere racchiusa in questa affermazione dell’autore stesso, ma non solo, quello che ci narra il Boselli è un sogno, il sogno che i muri portatori di paura, divisione tra i popoli, o i muri interiori che abbiamo dentro di noi diventino ponti e il primo passo per questo cambiamento è un segno, un semplice segno come quello di un fiore. Un fiore più racchiudere in sé un messaggio potentissimo e questo ce lo racconta e illustra Silvio Boselli con il suo silente book Tutta la forza di un fiore. Il silente book comincia la sua narrazione non soltanto dalla sua risguarda ma anche dal piccolo, ma non di minore importanza, elemento illustrativo del frontespizio. È in questi due elementi che comincia la nostra narrazione che si struttura e si articola in spaccati sequenziali cinematografici con suggestive visioni dall’alto e paesaggistiche che rendono la lettura ancora più evocativa. I toni dell’arancio e dei bruni ci conducono in un mondo arido, irriconoscibile, dove non c’è traccia di vita, se non di una piccola farfalla che ci accompagna fin dal frontespizio. Lei e le sue compagne fuoriescono da un buco del sottosuolo. Guardando attentamente scorgiamo una scala e una figura che ne fuoriesce, è un ragazzo o per l’appunto un artista. Il Boselli comincia così la sua storia di speranza e coraggio.
Il giovane si muove nella terra arida in maniera furtiva ma anche incuriosito, sta cercando qualcosa perché dall’espressione del suo volto cogliamo un’urgenza. Egli ha lo scopo di portare in un mondo ormai imbruttito un messaggio di speranza. Continua la sua ricerca in quella terra poco accogliente fino a quando… Eccolo! Lo scorge, gli va incontro. Ciò che ha di fronte è un’immensa, grigia muraglia una tra le tante della storia dell’umanità che separa famiglie, amici, persone, togliendo loro ogni diritto anche quello dell’orizzonte. Il nostro artista si trova dinanzi a quella immensa vastità grigia non può che osservarla ma non ne rimane colpito o impressionato, no, il suo obbiettivo è altro. Estrae dalla sua cintura una bomboletta e comincia a creare. Non si ferma fino a quando la sua opera non ha preso forma, un fiore bianco, ma ecco che non appena ha finito si sentono dei passi, una guardia.
Comincia così una lotta tra la forza delle autorità e in generale del potere, e chi con gentilezza fa resistenza con le “armi” che fanno più paura al mondo l’arte, la bellezza e la conoscenza che rendono libere le persone. L’opera di Silvio Boselli mi ha colpito particolarmente non soltanto per la forza e la carica comunicativa della sua storia e delle sue illustrazioni, perché ci racconta una storia che continua a perpetuarsi nel tempo, ma soprattutto ciò che mi ha colpito, è quanto abbia colto nel segno della poetica della street art e del loro modo di fare guerriglia. Una guerriglia silente, nascosta, gentile, prova di armi, dotata di rispetto e sensibilità, che vuole far aprire gli occhi alle persone, indistintamente se siano adulti, bambini o anziani, con la forza e la potenza vitale che solo l’arte porta con sé. L’arte è capace di “abbattere” i muri dell’indifferenza e ciò mi riporta a pensare agli interventi di street artist come Banksy e Exitenter. Quest’ultimo in una sua opera, che è un grande manifesto, al quartiere Sperone di Palermo enuncia
La bellezza è nemica dell’ignoranza
Frase accompagnata da immagini che riproducono, col suo stile inconfondibile, gli omini e i fori che trasmettono messaggi di pace, fratellanza, accoglienza. Ecco in Tutta la forza di un fiore si ritrova proprio quella forza gentile che contraddistingue i bambini, che come gli artisti, sono capaci di cogliere e generare bellezza anche in terre aride.
Tutta la forza di un fiore
Autore: Silvio Boselli
Casa editrice: Terre di Mezzo
Età di lettura: dai nove anni in su
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